Mentalità dinamica e statica: le differenze principali

Aspetti psicologici, Mindset | 0 commenti

Palloncini bianchi e uno bronzo per rappresentare le differenze fra mentalità  dinamica e statica

Nel precedente articolo abbiamo visto come il nostro atteggiamento mentale possa incidere sulla qualità della nostra vita e sul conseguimento degli obiettivi.
Secondo gli studi della Dweck, infatti, il nostro mindset può essere immaginato come una linea continua che va da “statico” o “fisso” (fixed) a “dinamico” o “di crescita” (growth).
Ognuno si troverà più o meno vicino ad uno dei due estremi e la sua posizione potrà anche differenziarsi sulla base dell’ambito che prende in esame: l’intelligenza, le capacità sportive, le competenza lavorative, il carattere, ecc.

A seconda di come ci si situa su questo continuum, penseremo in modo diverso all’errore e alla possibilità di migliorarsi. Allo stesso modo, reagiremo in modalità molto differenti quando ci imbatteremo in degli ostacoli o delle sfide.

Vediamo ora più nello specifico quali siano le differenze principali che si possono osservare in varie situazioni in base alla mentalità che abbiamo.
Ti consiglio di leggere l’articolo precedente se non lo hai già fatto, in modo da seguire bene il senso del discorso.

Mindset e cervello

Le differenze che ho appena menzionato si notano non solo all’esterno, nei nostri comportamenti, ma persino nelle reazioni cerebrali, attraverso la misurazione delle onde elettromagnetiche. Nei suoi studi, la Dweck vide come queste due popolazioni reagivano di fronte ai feedback.
Quando venivano valutate le loro capacità attraverso dei compiti, ad esempio, coloro con la mentalità statica erano interessati solo se la valutazione della loro abilità era positiva. In questo caso, le onde cerebrali mostravano un’attenzione nel momento in cui si diceva loro se le risposte date ad un test erano corrette o sbagliate.
Tuttavia, di fronte ad informazioni che potevano aiutarli ad imparare, non mostravano alcun interesse. Persino quando avevano dato risposte sbagliate, non erano desiderosi di apprendere quella giusta, al contrario di chi aveva una mentalità di crescita. Questi ultimi, invece, erano molto attenti all’informazione che avrebbe potuto agevolare la loro conoscenza, poiché per essi si trattava di una priorità.

Mindset e relazioni

Già queste riflessioni ci aiutano a capire quale enorme influenza certi tipi di convinzioni possano avere sulla nostra vita.
Ma fermati un attimo a pensare quanto possano incidere nel momento in cui non riguardino solo conoscenze e competenze, ma anche altri settori. Ad esempio, le relazioni.

Persino in questo ambito, di fatto, possiamo scegliere fra rapporti che rafforzano il nostro ego o, all’opposto, che ci sfidano a crescere. Ormai non ti stupirai più se ti dico che le persone con una mentalità fissa tendono a cercare il primo genere di partner, al contrario di chi ha una mentalità di crescita.
In pratica, i primi vogliono qualcuno che osanni e consacri le loro qualità che ritengono immutabili. I secondi, cercano persone che li aiutino ad imparare cose nuove, a farli lavorare su se stessi per diventare individui migliori.
Non è complesso immaginare che difficilmente due soggetti con opposti mindset potranno stare insieme sentendosi a loro agio.

Ora che hai compreso come si muovono e reagiscono i due differenti generi di individui, potrai intuire cosa succede quando si trovano sul lavoro (magari in situazioni di comando) o, magari, se fanno sport agonistico.

Differenze sostanziali fra mindset

In definitiva, le persone con un atteggiamento mentale di crescita prosperano in quelle situazioni in cui si mettono alla prova e possono migliorarsi. Al contrario, chi ha una mentalità di tipo fisso, si sente bene là dove le cose sono facilmente alla sua portata, mentre perde interesse se vanno oltre e non si sente smart e talentuoso.
Per chi ha il primo atteggiamento mentale, invece, la sfida non è un problema, non riduce la sua attenzione, anzi; va di pari passo con l’interesse e lo stimola.

Per coloro con mentalità fissa, inoltre, non si tratta solo di essere bravi, cool. ma anche di esserlo con facilità. Devi essere impeccabile ed arrivarci senza fatica, come se fosse un gioco.
Non a caso, alla domanda: “Quando ti senti smart?”, studenti con approcci differenti mostravano risposte molto diverse.

Chi aveva un mindset statico, si sentiva tale quando faceva qualcosa senza errori e velocemente, quando una sfida che per altri era difficile, per loro era semplice. Insomma, quando erano perfetti, subito e con poco sforzo.
Invece, per chi possedeva un atteggiamento mentale dinamico, le risposte erano focalizzate sul crescere, riuscire a fare qualcosa di complesso che prima non si era capaci di fare. O sull’impegnarsi a lungo su un compito e, finalmente,. iniziare a trovare il bandolo della matassa. Insomma, non si trattava della perfezione, rapidamente e in modo facile, ma di confrontarsi con una sfida e riuscire a progredire.

In pratica, chi ha un mindset di tipo fisso, si aspetta che le proprie abilità si automanifestino, senza sforzo né apprendimento. D’altra parte, se le consideri una dotazione naturale, non incrementabile, non puoi che ritenere che se ce le hai, bene; se non ne sei dotato, inutile sforzarsi. Come sottolinea la Dweck, il verbo che li descrive è “essere” non “divenire”.

La gestione del fallimento

Ma perché per loro è così necessario essere perfetti da subito?
Rifletti su quanto scritto finora e diventa tutto più chiaro. Se le abilità sono qualcosa che si possiede oppure no, una qualsiasi valutazione dà una stima di come sei. Ed è praticamente immutabile. Ciò che sei ora è ciò che, più o meno, sarai per sempre.
Per questo per loro è così importante dimostrare che sono speciali, hanno capacità superiori, riescono bene e senza sforzo.

Per chi ha un mindset di crescita, invece, è chiaro che il potenziale può fiorire nel tempo, grazie allo studio, alla pratica, all’impegno che ci si mette. Nulla è per sempre, molte cose possono essere nel proprio raggio di azione se gli si dedica il giusto sforzo.

Se partiamo da queste basi, possiamo comprendere meglio quanto per i primi sia spaventoso risultare persone “ordinarie”. Per evitare questo pensiero, devono continuamente ricercare conferme esterne.
Quando tale idea è portata alle sue estreme conseguenze, essere speciali significa essere migliori degli altri, una persona superiore (che può anche permettersi di deridere gli altri).

Ma se ti senti superiore quando hai successo, come ti sentirai quando non riesci?
Il fallimento non diventa un semplice insuccesso, ma qualcosa che definisce la tua stessa identità. Non hai fatto un errore, TU SEI un errore.
Non che chi ha una mentalità di crescita faccia i salti di gioia quando sbaglia, anche per loro un fallimento è un’esperienza dolorosa. Tuttavia, non sentono che li definisca come persona. Si tratta di un problema da affrontare e da cui apprendere.

Nella mentalità fissa, un fallimento è un’esperienza traumatica per due motivi. il primo è che ti etichetta, come ho detto. il secondo è che, se credi in una visione statica del talento, di fronte agli errori non hai armi per andare oltre. Il responso è che non hai abbastanza capacità e non potrai mai averle.

Questo si vide bene anche in uno studio della Dweck in cui si chiese a degli studenti come avrebbero risposto ad un basso risultato che avrebbero potuto ricevere in un nuovo corso. Coloro con la mentalità di crescita risposero che si sarebbero impegnati di più. Chi aveva un mindset fisso, invece, rispose che avrebbero studiato meno per il test successivo!
Il perché è chiaro, una volta compresa la loro visione. Se non hai l’abilità, cosa butti il tempo a fare per studiare? 

E, ancora peggio, invece che impegnarsi per riparare al fallimento, il loro sforzo è teso a riparare l’autostima. Ad esempio, cercando persone che vadano peggio di loro.
In un altro studio, infatti, si diede agli studenti la possibilità, successiva ad un test con punteggio basso, di guardare ai compiti di altri studenti. Coloro con il mindset di crescita vollero, naturalmente, vedere chi era andato meglio per imparare e crescere.  Ma i ragazzi con mentalità fissa guardarono test di chi aveva ottenuto meno di loro, in modo da sentirsi più sereni.

Un’altra strategia che usano per sentirsi meglio è quella di trovare giustificazioni esterne per le loro inefficienze. Non sono loro che non sono abbastanza smart, ma c’è qualcosa che li ha distratti, affaticati, bloccati, ecc.
Insomma, qualsiasi scusa per dimostrare che l’errore non dipende da loro.

La gestione della depressione

Anche in merito alla depressione, il modo di comportarsi ed affrontarla è molto diverso.
Dagli studi della Dweck emerge che gli studenti dal mindset fisso avevano livelli medi più alti di depressione. Questo perché tendevano a ruminare sopra i propri problemi e fallimenti, tormentandosi all’idea che questi li marchiassero come persone incompetenti e senza valore. Più erano depressi, più lasciavano andare le cose: non studiavano, non consegnavano i compiti per tempo e non continuavano le loro attività.
Tuttavia, anche fra gli studenti con mindset di crescita vi erano naturalmente persone che soffrivano di depressione. Però, le loro risposte erano mediamente differenti. Quanto più si sentivano depressi, quanto più agivano: continuavano a fare i compiti e a seguire le attività della loro vita.

Il problema con la mentalità statica è che crea una visione del tipo “o…o…”. Cioè: o hai l’abilità o devi sforzarti. Per loro, la fatica è qualcosa che riguarda chi non ha capacità o talenti. Non possedendoli, non hanno nulla da perdere nell’impegnarsi.
Ma se ti ritieni un genio o un illuminato in qualcosa, sforzarti rappresenta una riduzione del tuo valore e della tua immagine.
C’è anche un altro motivo per cui non amano fare fatica. Il pensiero di darsi veramente da fare e, nonostante questo, non raggiungere il massimo, rappresenta per loro un grande fallimento e un incubo. Almeno, se non ci si è impegnati, si può sempre raccontare (agli altri e a se stessi) che se solo si fosse fatto di più, si sarebbe arrivati (e torniamo al tema delle giustificazioni).

Secondo loro, chi possiede talento, fa tutto con leggerezza. E, naturalmente, tu devi dimostrare di essere fra questi ultimi.
Quando, invece, lavori duramente a qualcosa, vuol dire che non sei un granché; se sei un genio, le cose vengono facili.
Al contrario di ciò che pensano le persone con un mindset di crescita, convinte che anche i geni debbano sforzarsi per ottenere le cose; puoi avere delle doti, ma è l’impegno che le fa fiorire al massimo.

Si può cambiare il mindset?

Ciò che di veramente importante deriva da questi studi è, però, che l’atteggiamento mentale è qualcosa che può essere cambiato. Secondo la Dweck, il solo fatto di conoscere questi due modi di pensare rispetto a se stessi e alle proprie capacità può iniziare a farti modificare approccio.

Un altro aspetto degno di nota è che, anche se alcuni hanno una mentalità statica, non sono sempre in quel mindset. Situazioni esterne, contesti differenti o parti di sé diverse possono essere affrontate e interpretate anche con visioni diverse. 
La maggior parte delle persone ha elementi di entrambi, non si tratta di una netta divisione che in questo articolo è stata fatta per intenderci meglio sulle caratteristiche. La realtà, è, ovviamente, molto più complessa.

Le persone possono avere mindset differenti in aree diverse. Ad esempio, posso pensare che le mie qualità sportive siano fisse, ma che la mia intelligenza possa crescere. E così per le varie abilità. Di certo, quello che è emerso è che la mentalità che una persona esprime in una determinata area, inciderà sul suo comportamento e su quanto potrà ottenere in quell’ambito.

Naturalmente, la Dweck non sostiene che l’impegno sia tutto e che non esistano differenze fra le persone. Dice, però, che lo sforzo è cruciale nell’ottenere dei risultati, soprattutto nel lungo termine. Il talento, da solo, non può portarti a lungo al successo. Tuttavia, è certo che le persone abbiano capacità e opportunità diverse.

Ma il punto cruciale è che la mentalità di crescita consente alle persone di amare ciò che stanno facendo e continuare ad amarlo nonostante le difficoltà. Per loro, il successo è spesso una conseguenza naturale del provare piacere per ciò che fanno, cercando di continuare ad imparare e crescere in un determinato settore per interesse e passione.
L’ironia sta nel fatto che le persone con una mentalità statica spesso desiderano essere al vertice di qualcosa, come dimostrazione evidente del loro valore, ma è il loro stesso mindset che spesso li boicotta e li lascia indietro.

Infatti, un altro aspetto essenziale è che nella mentalità fissa, tutto ruota attorno al risultato. Se fallisci o se non sei il migliore, ti pare che sia stato tutto sprecato. L’atteggiamento mentale di crescita, invece, consente alle persone di valorizzare ciò che sono indipendentemente dal risultato. E l’errore è solo uno step nel percorso che può essere usato per progredire.

Mindset e successo

Tuttavia, esistono persone dalla mentalità fissa che si sforzano di arrivare al successo per dimostrare le loro qualità innate. E, per questo, sono disposti anche a fare fatica (magari senza dire quanta ne hanno fatta, ma mostrando i risultati come se fosse quasi qualcosa realizzato senza sforzo).
In questo caso, potrebbero anche non pensare che lo sforzo corrisponda a scarse capacità, per cui si impegnano per i loro obiettivi, tuttavia mostrano altri aspetti della mentalità fissa. Ad esempio, sono individui che spesso ostentano e cercano continuamente convalide della loro capacità; si mettono in mostra, talvolta si ritengono superiori agli altri. E, tendenzialmente, rimangono intolleranti ad errori, critiche od ostacoli al loro progresso.

Allo stesso modo, non è che chi ha un atteggiamento mentale di crescita si sforzi solo per passione e per il piacere di fare; può, naturalmente, avere anche un obiettivo importante e ricercare il successo.
La differenza sta però nel fatto che non lo perseguono come una conferma del proprio valore o come qualcosa che li renderà migliori degli altri.

Gli svantaggi della mentalità statica

Purtroppo, sarà ormai chiaro, l’atteggiamento mentale statico può portare a diversi aspetti negativi (per sé e per gli altri intorno). Per questo è importante capire come funziona, essere consapevoli dei rischi e degli svantaggi che comporta e sapere che cambiare modo di vedere le cose può aiutare molto e, paradossalmente, rendere più probabile raggiungere i propri risultati.
Il rischio, altrimenti, è quello di privarti di un’opportunità sottovalutando il tuo talento in certi ambiti (se non riesco subito e facilmente, vuol dire che non sono capace in questo settore).
O, vista da un’altra angolazione, potresti compromettere le tue possibilità di successo in quel campo partendo dal presupposto che solo il tuo talento ti porterà lì, senza quindi sforzarti di migliorare ulteriormente e ignorando le tue lacune.

Le possibilità del mindset di crescita

Abbiamo già visto i tanti vantaggi di un mindset di crescita, invece. C’è da chiarire che, ovviamente, avere questo tipo di atteggiamento mentale non ti obbliga certo a perseguire qualcosa solo perché sai quanto l’impegno sia essenziale per migliorare. Ti aiuta però a comprendere facilmente che puoi sempre sviluppare le tue abilità.

La convinzione che le capacità possano essere coltivate non ci dice, però, quanto il cambiamento sia possibile o quanto tempo richiederà (esistono sempre dei limiti: naturali, di contesto o di altro genere).
Non ti obbliga neanche a pensare che tutto ciò che può essere cambiato debba essere modificato per forza.

Un grande vantaggio che riguarda questo atteggiamento mentale, inoltre, è che aiuta ad avere fiducia. Entrambi i tipi di persone, prima di applicarsi in qualcosa, possono credere in se stesse. Il problema in chi si approccia in modo fisso, però, è che errori e fallimenti possono poi minargli tale fiducia.

Le persone con mindset di crescita, in fondo, sono più libere. Non sentono il bisogno di immergersi in qualcosa solo se si ritengono brave. Anzi, spesso ci si buttano quando sanno che hanno delle lacune per poterle migliorare. E questo è un vantaggio incredibile. Non si limitano, seguono ciò che gli piace, sono più centrate sul cosa fanno che su come li vedranno gli altri. Questo permette loro di godersi le loro attività.

In definitiva, se puoi scegliere…perché non cercare di crearti l’atteggiamento giusto?

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