Come e quando usare l’intelligenza artificiale per fare brainstorming

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Il brainstorming è una tecnica semplice e potente che aiuta a sviluppare idee e può essere utilizzata (anche in molte sue varianti) per realizzare progetti creativi.

In sintesi (l’articolo completo lo trovi qui), si tratta di uno strumento collaborativo utilizzato per generare idee, soluzioni o proposte in risposta ad una sfida specifica.

Coniato dal pubblicitario Alex Osborn, il termine unisce i concetti di “tempesta” e “cervello”, evocando l’immagine di una mente impegnata a esplorare idee senza vincoli o giudizi. Infatti, una delle regole base del brainstorming è quella di lanciare idee creative, anche assurde, senza porsi il problema della razionalità da parte di chi propone. Viene quindi data l’indicazione di non giudicare assolutamente alcuna proposta sia lanciata nel gruppo.

La caratteristica distintiva del brainstorming è la sua apertura: le idee vengono raccolte in modo libero e senza filtri. Si crea così uno spazio in cui ogni contributo, anche apparentemente irrealizzabile o irrazionale, può essere il punto di partenza per nuove intuizioni. Solo in un secondo momento si procede ad una fase di valutazione critica, dove le proposte vengono selezionate, sviluppate e adattate alle esigenze specifiche. 

Perché il brainstorming è utile? 

Il brainstorming è un metodo altamente versatile e applicabile in molti contesti, dall’ambito aziendale al marketing fino alla sfera personale. La sua utilità deriva da diversi fattori:

  • Promuove la creatività collettiva: il brainstorming sfrutta l’intelligenza collettiva di un gruppo, dove le idee di una persona possono innescare pensieri innovativi in un’altra, creando una catena virtuosa di ispirazione reciproca. 
  • Supera i blocchi creativi: quando ci si trova di fronte a una sfida complessa o si ha difficoltà a trovare soluzioni, il brainstorming aiuta a rompere le abitudini mentali e a esplorare approcci nuovi. 
  • Incoraggia la partecipazione attiva: ogni partecipante ha l’opportunità di contribuire, indipendentemente dal ruolo o dal livello di esperienza. Questo aumenta il senso di appartenenza e la motivazione.  Non solo, la composizione disomogenea del gruppo può aumentare la creatività complessiva.
  • Genera una vasta gamma di idee: poiché la raccolta iniziale di idee non viene filtrata, si ottiene un elevato numero di proposte. È così possibile partire da una varietà di opzioni per sviluppare soluzioni più elaborate. 
  • Accelera il processo decisionale: avere molte idee su cui lavorare fin da subito riduce il tempo necessario per arrivare a una soluzione. Inoltre, il brainstorming può evidenziare connessioni o sinergie tra proposte apparentemente scollegate per crearne una più completa e adatta. 
  • Favorisce un approccio flessibile ai problemi: grazie all’input che definisce come non ci siano risposte “giuste” o “sbagliate”, viene incoraggiato un mindset aperto e curioso, essenziale per affrontare problemi complessi in modo innovativo.  È quindi una sorta di allenamento al pensiero creativo anche in situazioni diverse.
    Il brainstorming, infatti, dovrebbe essere usato come visione generale più che adottato solo in momenti specifici. Allenandoci a pensare persino a soluzioni apparentemente assurde, impariamo ad aprire la mente in ogni contesto. Riusciamo quindi ad intravvedere soluzioni diverse, dove prima cercavamo solo quelle più ovvie.
  • Stimola la collaborazione e la comunicazione: crea l’opportunità di condividere conoscenze e prospettive varie e anche di dare voce a persone in posizioni differenti che raramente interagiscono, creando un ambiente di lavoro più coeso e interattivo. 

Il brainstorming potenziato dall’Intelligenza artificiale

Nel mondo odierno, caratterizzato da rapidi cambiamenti e sfide sempre più complesse, il brainstorming non è solo una tecnica creativa, ma un approccio strategico per affrontare l’incertezza. Le idee generate durante una sessione possono essere utilizzate per sviluppare nuovi prodotti, migliorare processi aziendali, risolvere problematiche o anche semplicemente per pianificare un progetto personale in modo più efficace. 

L’emergere di strumenti tecnologici, come l’intelligenza artificiale (IA), ha ampliato ulteriormente il potenziale del brainstorming. L’IA può infatti accelerare la generazione di idee, offrire nuove prospettive e ottimizzare il processo decisionale, anche grazie alla sua capacità di analizzare e sintetizzare grandi moli di informazioni.

L’utilità dell’IA non è certo quella di sostituire le persone che, quando disponibili, sono sempre la migliore scelta. L’interazione stessa fra esseri umani è piena di spunti per la creatività e la risoluzione di problemi. Non solo il pensiero, ma anche le azioni fra i soggetti e il non verbale possono stimolare nuove riflessioni.

Tuttavia, possono esserci dei momenti in cui l’uso dell’IA può dare una grande mano.

Quando usare l’IA per facilitare il brainstorming

A volte, può sbloccare una situazione che si sta arenando, altre volte aiutare con l’analisi di dati utili per gli obiettivi posti oppure velocizzare la creazione di idee attraverso bozze da cui partire per creare personalizzazioni e miglioramenti. E, soprattutto, può ovviare alla mancanza di un gruppo. Se sei solo/a e vuoi comunque provare a lavorare confrontandoti su idee bizzarre e creative, può fare le veci di altri soggetti con cui vicendevolmente stimolarsi.

L’uso dell’intelligenza artificiale nel brainstorming è particolarmente efficace in situazioni in cui serve stimolare la creatività, velocizzare il processo, o migliorare la qualità delle idee attraverso l’accesso a una vasta quantità di informazioni.

Vediamo qualche uso possibile.

Sbloccare la creatività

Un primo caso in cui può essere usato è quando il team è bloccato nella generazione di idee. Immaginiamo, ad esempio, un gruppo di lavoro di marketing che deve ideare una campagna pubblicitaria innovativa, ma le sessioni tradizionali di brainstorming si arenano su idee ripetitive o poco originali. 

Sarà possibile utilizzare strumenti come ChatGPT, Gemini, Perplexity AI, ad esempio, per proporre spunti di partenza basati su trend di mercato, nicchie inesplorate o angoli particolari.

Partendo da una descrizione del problema, il team potrà ricevere proposte di slogan, concetti o immagini visive che possono essere adattati o affinati dai partecipanti. In questo caso l’utilità è quella di sbloccare un processo arenato. Non è importante tanto la qualità dell’input, quanto il fatto che sia qualcosa di differente da ciò che si aveva e che può portare le persone ad uscire da una visione ristretta.  In pratica, serve a fornire una scossa creativa quando l’ispirazione scarseggia. 

Fra l’altro, è anche possibile richiedere di proporre idee assurde, fantastiche e non razionali, in modo da portare stimoli molto alternativi. Proprio perché l’importante non è avere la soluzione pronta, ma una base che riattivi l’immaginazione.

Trovare soluzioni rapide per problemi complessi

A volte manca proprio il tempo per lavorare bene e intensamente su un problema. L’IA può agevolare nel velocizzare alcuni passaggi che, fatti “manualmente” possono risultare lunghi e complessi. I risultati non saranno accurati come se ci fosse il tempo per fare tutto per bene, ma se non si ha altra possibilità, è una soluzione alternativa per velocizzare in situazioni di emergenza. E non è neanche sempre detto che gli effetti siano meno buoni.

Immagina di essere a capo di una startup tecnologica che deve identificare nuove funzionalità per un’app entro tempi stretti. 

Attraverso l’IA puoi analizzare molto rapidamente i feedback degli utenti (recensioni, sondaggi, ecc.) e suggerire soluzioni pratiche.  In questo modo, si riducono i tempi di analisi dei dati e si possono ottenere idee supportate da dati concreti. 

Esplorare nuovi mercati o settori

Può anche capitare che un’azienda, una società o uno studio professionale voglia diversificare il proprio portafoglio di prodotti o servizi, ma non conosca abbastanza bene i dati di questo nuovo settore. 

In tale caso, l’IA può analizzare tendenze e report di mercato per suggerire opportunità, ma anche esplorare strategie di aziende concorrenti. Altre volte, si usa l’intelligenza artificiale per simulare interviste con esperti o per creare le buyer personas con cui realizzare ipotesi di business model.

In questo modo si può esplorare il settore con un investimento iniziale minimo. 

Ricevere spunti in settori creativi o visivi

L’IA può essere particolarmente utile in campi visivi. Immagina un graphic designer che cerca idee per un logo, ma non trova nulla che lo soddisfi. Con un buon prompt e strumenti specifici come DALL·E o altri si possono generano concept visivi basati su descrizioni testuali. Da qui, ottenere una varietà di ispirazioni che il professionista può elaborare e personalizzare ulteriormente. 

Fungere da compagno di brainstorming quando si è soli

Non sempre si ha la possibilità di confrontarsi in team e fare un vero e proprio brainstorming, soprattutto se si è un singolo libero professionista o se si sta cercando qualcosa di nuovo che ha a che fare con la vita privata e non col lavoro.

In questo caso, come suggerito anche in alcuni esempi di cui sopra, l’IA è un utilissimo compagno per generare idee, confrontarsi, migliorare stimoli che diamo noi. 

Non sostituisce un intero gruppo di persone che si relazionano dal vivo, ma può generare una molteplicità di riflessioni e analisi estremamente valide.

L’IA come potenziatore

Insomma, l’IA non deve esser presa come uno strumento che si sostituisce a noi, men che meno nei compiti creativi. In questo caso, infatti, l’effetto sarebbe di ridurre la nostra capacità di pensiero divergente, invece che di aumentarla.

Deve invece essere usata come tool per potenziare la creatività umana e fornirci stimoli ulteriori. Starà poi a noi elaborare per renderli adeguati a ciò che ci serve e dar loro un tocco assolutamente personale e originale.

Questo può essere molto utile quando l’ispirazione langue e quando vi sono molti dati che potrebbero essere utilizzati ma il tempo è poco. Oppure se vogliamo simulare scenari ipotetici, magari basati su trend o elementi che abbiamo.

Alcuni esempi di strumenti gratuiti di IA

Oggi come oggi le applicazioni di intelligenza artificiale nascono come funghi e orientarsi non è facile. Potrete trovare moltissime opzioni a seconda della vostra necessità. Ma, spesso, è utile semplificare e basarsi su ciò che è più testato.

Guardiamo quali possono essere buoni strumenti gratuiti. La lista è ridotta all’osso, potrai poi sbizzarrirti tu a cercare qualcos’altro di più specifico per il tuo bisogno.

ChatGPT

Direi, in assoluto, lo strumento più conosciuto che probabilmente non necessita di presentazione. Se vuoi saperne qualcosa di più per capire il suo funzionamento, puoi leggere questa “intervista” che ho fatto per comprendere quanto si avvicini ad una conversazione con un essere umano competente.

Può essere ideale per generare idee iniziali, elaborare strategie e simulare discussioni creative.

DALL·E 2 e 3

Genera immagini creative partendo da descrizioni testuali. E’ ovviamente più utile per chi lavora con concept visivi o ha bisogno di spunti grafici.

Al momento in cui scrivo, è presente DALL-E 3 a pagamento con la sottoscrizione dell’abbonamento a Chatgpt. Ma con la versione gratis di Chatgpt puoi creare immagini che si basano sul vecchio DALL-E 2. Considera, però, che c’è un limite massimo ma sufficientemente ampio per supportare un uso regolare, anche se non intensivo. Chatgpt dovrebbe comunque avvisarti quando stai per raggiungere tale limite massimo; di solito, quando ci arrivi ti blocca dalla possibilità di generare immagini per un po’ di ore o giorni.

Tuttavia, esiste anche un modo per usare DALL-E 3 gratis e, cioè, farlo attraverso Bing Image Creator che è completamente gratuito se crei un account Microsoft.

Notion AI

Notion è un ottimo tool di gestione progetti. Anche qui è presente un assistente con IA che permette di automatizzare una serie di input e di aiutarti in vari compiti: dalla ricerca dei file all’organizzazione ottimale degli stessi. Ma, soprattutto, è ideale per lavorare sui documenti che tu hai già inserito. Può infatti darti una mano ad ottimizzare i processi interni, creare strategie basate sui dati storici che vi hai archiviato, personalizzare comunicazioni ai tuoi clienti se hai il loro database su Notion e così via.   

Gemini

Ex Google Bard, è simile a Chatgpt, perché genera contenuti basati su domande aperte, può aiutarti col brainstorming e la creazione di strategie, fare ricerche online, ecc.

Io consiglio di provare per un po’ sia lui sia Chatgpt (e anche Perplexity AI) per vedere quale è migliore a seconda delle domande poste. Trovo, mediamente, Gemini più fantasioso nel proporre idee e strategie e Chatgpt migliore nella creazione di contenuti. Ma bisogna fare dei tentativi, anche perché i cambiamenti sono veloci e ciò che è superiore oggi potrebbe non esserlo più domani.

DEEP AI

Vuoi chattare, creare immagini, musica, video? Puoi farlo con DEEP AI anche senza creare un account.

In conclusione

Questi sono solo alcuni esempi, ma ormai ogni giorno nasce qualche strumento nuovo con funzioni gratuite più o meno complesse e ampie per una miriade di obiettivi.

Ciò significa che puoi sfruttarli per generare le tue idee creative o modificarle e svilupparle attraverso chat, immagini, video, confronto con l’IA in mille modi. In gruppo o, appunto, anche da soli.

Se saprai utilizzarlo nel modo giusto, potrà essere un valido alleato nei tuoi brainstorming. L’importante è che sia sempre tu a guidare le danze.
E fai attenzione: ricordati che ogni uso richiede molta energia, soprattutto con le immagini.

Prova gli strumenti che possono essere più utili nel tuo caso e, magari, passa da uno all’altro anche a seconda dello stadio di sviluppo della tua idea e delle differenti attività che ti servono per realizzarla.

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