Perché la curiosità migliora le relazioni sociali (e non solo)

Aspetti psicologici, Curiosità | 0 commenti

Abbiamo già visto le funzioni importanti della curiosità e i suoi benefici più evidenti. Tuttavia, questa qualità porta un altro vantaggio, molto importante, e più difficile da immaginare, perché non sembra direttamente correlato con questo istinto.
Oltre alle ricerche che mostrano come la curiosità sia collegata a molte caratteristiche positive, ve ne sono altre che suggeriscono che possa anche svolgere un ruolo nelle nostre relazioni sociali.
Se di primo acchito può apparire strano, a ben vedere i motivi ci sono. Le persone curiose, infatti, sono spesso viste negli incontri sociali come più interessanti e coinvolgenti. Sia perché hanno mediamente più argomenti, grazie alla loro attrazione per la conoscenza, sia perché fanno più domande e ascoltano con maggiore intensità il loro interlocutore.
Un altro aspetto collegato è che sono più propense a raggiungere un’ampia varietà di persone, entrando in contatto con loro.

C’è poi un altro aspetto: come vedrai qui di seguito, essere curiosi sembra che rappresenti un fattore protettivo da esperienze sociali negative, come il rifiuto e l’aggressività. E questo, nel tempo, facilita una migliore connessione con gli altri.

Ma vediamo perché, esattamente, chi ha questa qualità può avere migliori rapporti con gli altri. In questo interessante articolo sono riportati diversi studi su questo tema che mettono in evidenza tutti i lati positivi di questo tratto di personalità.

Scopriamoli insieme.

Le persone curiose entrano più in intimità e si connettono meglio

La curiosità, abbiamo detto, presenta diverse sfaccettature. Alcune di queste sono collegata al piacere di imparare qualcosa di nuovo, alla tolleranza allo stress e alla volontà di assumersi rischi. In questi casi, si vive una forte motivazione a sperimentare le novità.
Applicato alle relazioni sociali, tale desiderio permette di essere bravi a connettersi con gli estranei e ad essere più attratti dal piacere di conoscere che spaventati dal timore del rifiuto.

Saper creare intimità

Una ricerca del 2005, condotta da Todd Kashdan della George Mason University e dai suoi colleghi, indaga proprio questi aspetti e li conferma.
Nello studio, i partecipanti venivano testati su alcuni aspetti come curiosità, emozioni positive e negative e i livelli di ansia sociale. Successivamente dovevano impegnarsi in una conversazione in coppia che creasse intimità.
Gli si ponevano delle domande e ciascun soggetto doveva rispondervi. In seguito, i partecipanti valutavano sia quanto si fossero sentiti attratti e in complicità con i loro partner di conversazione sia quanto ritenessero di avere interessato l’altro.
Dai risultati emergeva come i soggetti si fossero sentiti più vicini ai partecipanti curiosi rispetto a quelli che lo erano meno. Inoltre, coloro che mostravano il tratto della curiosità riuscivano a prevedere meglio quanto bene fossero stati valutati e accolti dal compagno di conversazione.

In questo esperimento, la curiosità mostrava un legame con i punteggi di intimità, indipendentemente dalle emozioni e dall’ansia sociale provata. Emergeva, insomma, come la curiosità aiuti la vicinanza sociale.
L’autore stesso, d’altra parte, commentò che “essere interessati è più importante nel coltivare e mantenere una relazione che essere interessanti; questo è ciò che fa andare avanti il ​​dialogo”.

Saper “leggere” gli altri

Un ulteriore aspetto delle persone curiose che li avvantaggia nei rapporti sociali è che potrebbero anche essere più brave a “leggere” gli altri. Uno studio suddiviso in tre parti dimostrava come le interazioni sociali positive traessero beneficio da una mentalità aperta e curiosa.
In particolare, i partecipanti compilavano questionari che valutavano i tratti della propria personalità e quanto fossero socialmente curiosi (interessati a come pensano, sentono e si comportano le altre persone). Successivamente, venivano fatti accoppiare in modo casuale, dicendo loro di interagire per dieci minuti prima di indovinare i tratti della personalità del loro partner.
Risultò che i più curiosi erano in grado di prevedere meglio i livelli di estroversione e apertura dei loro compagni rispetto a quelli che non lo erano molto, presumibilmente perché erano più accurati nel raccogliere segnali verbali e non verbali.
Quindi, la curiosità può aiutare le persone a connettersi meglio con gli altri, persino con gli estranei.

Le persone curiose affrontano meglio il rifiuto

Tutti noi abbiamo sicuramente incontrato ostacoli e battute d’arresto nelle nostre relazioni sociali. Tuttavia, chi è curioso riesce ad affrontare meglio quelle situazioni negative.

In uno studio condotto in Giappone, sono stati intervistati giovani di età compresa tra i 20 e i 39 anni sulla loro curiosità generale, sulla soddisfazione di vita, sulla sensibilità al rifiuto sociale e sulle esperienze di rifiuto e inclusione sociale.

I risultati hanno mostrato che, anche di fronte al rifiuto sociale, i partecipanti curiosi hanno meno probabilità rispetto ai loro coetanei di sentire una riduzione della soddisfazione di vita (persino in chi era socialmente più ansioso) o un aumento della depressione.

In pratica, si suggerisce una possibile spiegazione del motivo per cui le persone curiose sperimentano un migliore funzionamento psicologico: perché sembrano essere meno colpite dal rifiuto sociale.

Ma non solo…

Le persone curiose socializzano di più

Essere curiosi non solo potrebbe aiutarci a riprenderci dalle esperienze sociali negative, ma sembrerebbe anche favorire quelle più positive.

In una serie di esperimenti, si è misurato il livello di ansia sociale dei partecipanti che venivano poi messi a coppie (dello stesso sesso e di sesso opposto) a parlare. Potevano essere assegnati a conversazioni progettate per costruire intimità o ad altre di semplici chiacchiere.
I partecipanti che erano molto ansiosi tendevano a provare emozioni più negative durante le chiacchiere che nelle conversazioni più intime. Tuttavia, quelli con un alto livello di curiosità sperimentavano emozioni più positive nelle loro conversazioni rispetto ai partecipanti meno curiosi, indipendentemente dal contesto: sesso uguale o opposto, conversazione intima o chiacchiere.

Evidentemente, quindi, la curiosità è una sorta di fattore protettivo nelle situazioni sociali, persino per chi è socialmente ansioso.
D’altra parte, queste caratteristiche li rende sicuramente più piacevoli nelle interazioni.
Infatti, in una ricerca dove i partecipanti erano videoregistrati mentre conversavano con uno sconosciuto per cinque minuti— con il compito: “Parla di quello che vuoi”— quelli curiosi mostravano più “espressività emotiva positiva, umorismo e giocosità, pensiero non convenzionale, e un atteggiamento non difensivo e non critico” rispetto alle persone non curiose.

Le persone curiose sono meno aggressive

Vediamo un altro aspetto ancora, correlato a questa migliore capacità sociale.

Visto che l’aggressività non è certo un comportamento che agevola le relazioni sociali, forse non stupisce scoprire che la curiosità sia anche collegata ad una minore presenza di questo aspetto.

Una ricerca del 2013 ha analizzato il comportamento delle persone curiose in varie situazioni emotivamente cariche, dopo averne misurato i tratti della personalità (inclusa la curiosità).
È stato chiesto loro di riferire quotidianamente su eventuali esperienze sociali che gli avevano provocato sentimenti di dolore, come avevano risposto a questo e quanto si sentivano vicini alla persona che li aveva feriti.
Le persone più curiose avevano riferito risposte meno aggressive verso coloro che li avevano colpiti rispetto agli altri. Al contrario, altri fattori di personalità come l’apertura e la coscienziosità non avevano avuto un effetto sui livelli di aggressività.

Risultati simili sono emersi in un altro esperimento dove delle coppie affettive erano messe alla prova su un compito competitivo. Chi vinceva, poteva scegliere una punizione più o meno intensa. I partner più curiosi tendevano a punire in modo meno aggressivo il perdente rispetto a quelli meno curiosi, soprattutto quando la relazione era più recente.

Kashdan suggerisce che ciò avvenga perché le persone curiose sono motivate a comprendere punti di vista diversi, piuttosto che giudicare gli altri. In tal modo, la loro curiosità e capacità di assumere prospettive differenti può aiutare a ridurre le situazioni di conflitto.

Le persone curiose sono facilitate nelle relazioni romantiche a lungo termine

Per Kashdan, la curiosità aiuterebbe nelle relazioni romantiche a lungo termine, dove mantenere vivo l’interesse è la chiave per prevenire le rotture.
Secondo una ricerca di Arthur Aron , la maggior parte delle relazioni finisce non a causa di conflitti o problemi finanziari, ma per la noia. Per questo, attivarsi come coppia in attività nuove e interessanti permette di rafforzare le relazioni nel lungo periodo.

In definitiva, le persone curiose avrebbero non solo un fattore protettivo per se stesse ma anche per le persone con cui vengono in contatto, rendendo più piacevole a tutti le interazioni in cui sono coinvolti.

È possibile aumentare la curiosità?

Visti tutti gli effetti benefici di questo aspetto di personalità, c’è da chiedersi se, effettivamente sia possibile allenarlo.
Al momento, non vi sono risposte chiare. Ma, considerato che altre qualità positive possono essere migliorate, probabilmente è possibile incrementare anche questa.

Kashdan stesso suggerisce di “fingere finché non ce la fai”. Cioè, sforzarsi di fare domande aperte al nostro interlocutore, mostrando interesse per lui, ponendo domande successive alla sua risposta che, presumibilmente, lo spingeranno ad approfondire ulteriormente. E questo produrrà più curiosità anche in te.
L’idea è, quindi, di creare un circolo virtuoso dove la curiosità determina maggiore apertura che apporta più informazioni. Le quali, a loro volta, destano succesivo interesse oltre che una maggiore intimità fra i soggetti.

Insomma, le persone hanno spesso voglia di parlare di sé e se tu le stimoli, probabilmente saranno felici, si apriranno dicendoti cose che possono stimolare la tua curiosità. E così via.

Conclusioni

Poiché sono molti gli effetti positivi di questo aspetto, sicuramente non dovremmo farci bloccare dalla paura di esplorare e di interagire con gli altri. Di certo, non è la panacea di tutti i mali, ma comunque è un tratto che apporta benefici sia in ambito sociale che intellettuale, oltre che un migliore rapporto con se stessi, poiché riduce gli effetti di alcune situazioni negative come il rifiuto sociale.

I punti di forza

Concludo con la sintesi di un ulteriore studio , sempre di Kashadan e colleghi, dove emergevano le tante qualità positive di questi individui.
I risultati indicavano, infatti, che le persone curiose possiedono una serie di attributi adattivi tra cui l’apprezzamento della bellezza, il piacere del pensiero complesso e astratto, una forte capacità intellettuale, umorismo e giocosità, la capacità di confortarsi rispetto a sentimenti di incertezza e ansia, la mancanza di timidezza e una tendenza a evitare di giudicare, criticare o incolpare altre persone.
Questi punti di forza sono, fra l’altro, visibili e riconosciuti anche dagli amici di lunga data, dai genitori e persino da osservatori sconosciuti.

I rischi

Tuttavia, non siamo qui a fare una celebrazione di questo aspetto di personalità. È chiaro che, come in tutte le cose, ciò che è un pregio, portato all’estremo rischia di diventare un difetto. Presumibilmente, un eccesso di curiosità può diventare fastidioso e trasformare una conversazione in un interrogatorio, l’interesse nel pettegolezzo, e così via.

Infatti, sembra che le persone tendenzialmente preferiscano un livello moderato di coinvolgimento e di rivelazione di sé nelle prime fasi di una relazione. Chi è troppo curioso, fra l’altro, sembra anche più propenso a violare le norme sociali con atteggiamenti eccessivamente liberi e comportamenti non conformi. E ciò potrebbe mettere a disagio alcuni individui.
Se questa qualità, quindi, non è associata ad una buona capacità di ascolto e preoccupazione per il benessere delle altre persone, rischia di interferire con lo sviluppo di relazioni sane, significative e durature.

Ma, nell’insieme, sono sicuramente più gli apporti positivi che quelli negativi.

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