Decision making: una capacità fondamentale nel processo di innovazione

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Scelte

Il decision making è il processo attraverso il quale scegliamo tra diverse alternative disponibili allo scopo di affrontare una situazione o risolvere un problema.

Al di là della pomposità della parola inglese, è un processo che attuiamo tutti i giorni e più volte al giorno. Ovviamente, ogni scelta è diversa per obiettivo e complessità. Si può passare da quelle semplici e non impegnative, come decidere cosa mangiare, ad altre ben più complesse e cruciali per la nostra vita, come gli studi da intraprendere, il lavoro da accettare o meno, gli investimenti da fare per il nostro futuro personale o professionale.
Il processo di decision making ci aiuta a valutare le opzioni a nostra disposizione e a selezionare quella che riteniamo essere la scelta migliore.

Ciò che è importante comprendere è che non è possibile non decidere: che lo facciamo bene o male, in ogni caso operiamo delle scelte. Persino non decidere è una scelta (che, spesso, non ha effetti positivi) e porta a delle conseguenze.
Per questo, quando ci troviamo di fronte a sfide importanti, avere un buon metodo di valutazione delle alternative e non lasciare al caso, può fare la differenza.

Le nostre scelte hanno un impatto sul nostro percorso di vita e sulle nostre prospettive future. Un buon processo decisionale può portare a risultati positivi e all’ottimizzazione delle risorse, mentre una cattiva decisione può avere effetti negativi e a cascata.

Indipendentemente dall’ambito in cui vogliamo applicare il decision making, quando ci troviamo a valutare opzioni importanti per noi, sarebbe bene utilizzarlo per aiutarci nella scelta.

Decision Making e Problem Solving

Probabilmente, parlando del decision making, ti è venuto in mente un altro strumento: il problem solving. Queste due capacità non sono la stessa cosa, anzi; ma spesso si intrecciano, si sovrappongono e si influenzano reciprocamente.

Il problem solving è il processo di individuazione e risoluzione di una situazione o di una sfida complessa. Durante il problem solving, nelle sue varie fasi, affrontiamo una serie di decisioni, una dopo l’altra, al fine di giungere a una soluzione efficace. Soprattutto in alcuni passaggi (definizione del problema, valutazione delle opzioni e selezione finale) è richiesta un’importante capacità di decision making; prima attraverso un’analisi, poi, con una decisione su quale alternativa perseguire ulteriormente, confrontando le varie idee, considerando vantaggi, svantaggi e implicazioni di ciascuna opzione e delle conseguenze che potrebbero derivare.

Raccogliere le informazioni

Se il decision making è il processo attraverso il quale selezioniamo un’opzione tra diverse alternative disponibili, evidentemente un fattore fondamentale per potere operare una scelta è quella di avere a disposizione delle informazioni accurate.

Immaginiamo la nostra vita come una serie di bivi, in cui ogni biforcazione rappresenta una decisione che dobbiamo prendere. In ambito personale, possono variare dalle scelte riguardo alla carriera, alla formazione, alle relazioni personali che incidono sul nostro futuro. In campo aziendale, avranno più probabilmente a che fare con strategie di mercato, investimenti, risorse umane e altri aspetti che possono determinare il successo o il fallimento dell’organizzazione.

A livello macro, il decision making gioca un ruolo importante anche nella società nel suo complesso. Le scelte prese dai leader politici e dai responsabili delle politiche pubbliche possono influenzare l’intera nazione, guidando il cambiamento sociale ed economico.

Quindi, attivare un corretto processo decisionale è fondamentale, così come raccogliere accuratamente l’informazione su cui si basa. Ottenere dati esatti e pertinenti è cruciale per poter valutare in modo corretto le alternative a disposizione. Un processo decisionale ben informato aumenta le probabilità di fare scelte migliori e di conseguire risultati positivi.

I fattori facilitanti e ostacolanti nel decision making

Nel prendere decisioni ci saranno fattori che ci aiutano e altri che ci inibiscono. Vediamo quali sono per tenerne conto quando dobbiamo agire.

Mancanza o eccesso di informazioni

Ho detto quanto le informazioni siano fondamentali per seguire un buon processo. Decisioni basate su dati incompleti o errati possono portare a scelte sbagliate. Per questo è importante dedicare il tempo necessario a raccogliere le informazioni più pertinenti e a verificare le fonti.

Tuttavia, non è solo la loro mancanza che può inficiare il risultato, ma anche un sovraccarico.

Decenni fa, l’aspetto più complesso era riuscire a trovare elementi sufficienti per potere decidere; oggi, invece, non mancano le fonti a cui attingere per raccogliere dei dati che ci orientino nel processo decisionale. Semmai, è vero il contrario: ce ne sono troppe. La complessità risiede, quindi, nel decidere cosa ci serve e cosa è superfluo e, poi, nel selezionare le fonti più adeguate e autorevoli.

Persone insicure tendono ad accumulare moli di informazioni prima di prendere una decisione; ma questa non è sempre una buona idea. Avere un eccesso di dati può portare a confusione e indecisione e ad un affaticamento nella fase di selezione.

Come fare, allora, a gestire questa sovrabbondanza? Una strategia è quella di stabilire criteri chiari per selezionare le fonti più affidabili e rilevanti. Inoltre, imparare a filtrare le informazioni in base alle proprie esigenze. Meglio poche informazioni, ma centrate rispetto all’obiettivo che milioni di dati contrastanti e poco adatti al tema su cui dobbiamo riflettere.

Emozioni e stress

Emozioni forti come paura, ansia e stress possono influenzare negativamente la capacità di prendere decisioni razionali. Bisogna sempre evitare di prenderle sotto il peso di emozioni troppo intense che possono portarci ad agire impulsivamente.

Tuttavia, non dobbiamo pensare che siano sempre deleterie, anzi, ascoltare l’istinto spesso può aiutare.
Infatti, le emozioni hanno un grande peso nelle nostre decisioni; alcune ricerche hanno mostrato come eliminare il lato emotivo porti a decisioni peggiori. Naturalmente, per usarle al meglio, bisogna imparare ad ascoltarle, non a farsi travolgere.

Intuizione ed emozioni sono preziose e un alleato in più specialmente quando tutte le prove a disposizione sembrano confondere le acque e i dati non sono sufficienti a chiarire la situazione in modo definitivo.

Chiarezza sugli obiettivi

Come abbiamo visto anche nell’ambito del problem solving, un punto centrale è sempre quello di avere ben chiaro dove si sta andando e cosa stiamo cercando. Spesso siamo convinti di saperlo, ma non ci fermiamo mai per definirlo in modo netto e inequivocabile. Ed è esattamente uno dei punti principali in cui ci si incastra quando si deve trovare una soluzione e fare una scelta.

Se gli obiettivi non sono ben definiti, diventa complicato, se non impossibile, prendere decisioni che portino al raggiungimento degli stessi.

Complessità delle opzioni

In alcune situazioni, ci possono essere troppe alternative tra cui scegliere o la situazione può essere così intricata da rendere difficile comprendere completamente le conseguenze di ciascuna opzione. Questa complessità può ostacolare il processo decisionale in diversi modi.

Innanzitutto, il cervello umano ha dei limiti nella sua capacità di elaborare informazioni complesse. Una gran quantità di alternative può portare a una valutazione superficiale o a trascurare importanti dettagli.

Inoltre, il confronto fra le opzioni può diventare complicato se sono troppo numerose.

Vedere poi molte possibilità può accrescere il timore di fare la scelta sbagliata, anche perché con troppe opzioni diventano meno nitide anche le conseguenze delle decisioni.

Per affrontare la complessità delle alternative, è spesso utile semplificare il problema. Si può farlo categorizzando le opzioni, riducendo il numero di eventualità considerate o focalizzandosi su criteri chiave per guidare la decisione.

Ci si può anche rivolgere a chi è più esperto.

Paura del fallimento

Prendere decisioni importanti può suscitare ansie e dubbi. La paura di fare la scelta sbagliata può persino paralizzare. Tuttavia, non mi stancherò mai di ripetere quanto il fallimento faccia parte del processo di apprendimento e crescita.

Sbagliare ci permette di vedere cosa non ha funzionato, di scoprire anche aspetti che non avevamo colto, di riaggiustare il tiro per perfezionarlo.

Se l’idea di prendere la decisione non corretta ci spaventa, un buon modo per superare questa sfida è spostare l’attenzione dal “cosa succederà se sbaglio” al “cosa posso imparare da qualsiasi risultato”.
L’errore è solo la parte di un processo, una tappa che può permetterci di scoprire la direzione giusta.

Conflitti di interesse

La decisione dovrebbe essere sempre libera da interessi personali o di gruppo che possono influenzarla. Altrimenti la scelta rischia di essere presa non perché sia la migliore, ma perché favorisce qualcuno verso cui non sentiamo (o non vogliamo) di potere dire di no.

Chiedere feedback

Coinvolgere altre persone può portare prospettive fresche e preziose nel processo decisionale. Gli amici, la famiglia o i colleghi possono offrire punti di vista diversi che potrebbero sfuggire a noi stessi.
Inutile dirlo, più la persona è esperta del settore in cui dobbiamo trovare una soluzione, più affidabile sarà il suo parere. Ma, in ogni caso, il confronto aiuta sempre anche quando qualcuno non ha competenze superiori, perché comunque ci permette di avere visioni e prospettive differenti.

Prendersi il tempo necessario

Non viviamo in un mondo in cui la calma è ben considerata, ma questo non toglie nulla al fatto che, il più delle volte, prendere decisioni sotto la spada di Damocle del tempo non sia affatto una buona idea. E, comunque, non è sempre necessario fare scelte istantanee, il più delle volte è una nostra ansia che non corrisponde a necessità reali.
Prendersi il tempo per riflettere, analizzare le opzioni e ponderare le conseguenze può portare a scelte più sagge e ben calcolate.

Le fasi del decision making

Esistono diversi strumenti per prendere decisioni e ognuno ha le proprie caratteristiche e sequenze da seguire. Tuttavia, in linea generale potremmo dire che il processo si suddivide in alcuni step generali che possiamo ritrovare nei differenti metodi e che sono:

  1. Identificazione del problema o dell’opportunità
    È innanzitutto necessario riconoscere che esiste una situazione che richiede una decisione. Va poi definito chiaramente il problema (o l’opportunità) che si sta affrontando.
  2. Raccolta di informazioni
    A questo punto, si raccolgono dati e informazioni rilevanti per comprendere meglio il contesto della decisione. Si identificano le opzioni disponibili e gli eventuali vincoli a cui dobbiamo attenerci.
  3. Stabilire criteri di decisione
    Si identificano i criteri o gli standard che saranno utilizzati per valutare le opzioni. È utile anche determinare l’importanza relativa di ciascun criterio (qualcuno potrà avere un peso maggiore nella scelta di altri).
  4. Generazione di alternative
    Si possono identificare le alternative di scelta disponibili o anche provare a esplorare soluzioni creative o innovative, se appropriato. Se vuoi sapere come, leggi il metodo del Creative Problem Solving o il metodo S.C.A.M.P.E.R.
  5. Valutazione delle alternative
    Si misura ciascuna opzione rispetto ai criteri stabiliti precedentemente. È possibile assegnare un punteggio in modo più obiettivo o anche o valutare soggettivamente le opzioni (dipende anche dal tipo di decisione che dobbiamo prendere).
  6. Scelta
    A questo punto, si seleziona l’opzione che meglio soddisfa i criteri stabiliti e risolve il problema, tenendo anche conto delle eventuali conseguenze a medio e lungo termine.
  7. Implementazione
    Possiamo mettere in atto la decisione, sviluppare un piano dettagliato e svolgere le azioni necessarie.
  8. Monitoraggio e valutazione
    Va seguita l’implementazione della decisione per poi valutare se la decisione abbia prodotto i risultati desiderati o se siano necessarie correzioni.
  9. Apprendimento
    Infine, perché il processo sia utile, è importante riflettere sulla scelta e sulle conseguenze che ne sono scaturite, identificando le lezioni apprese per migliorare il processo decisionale futuro.

Naturalmente, questi passaggi non sono sempre in questo preciso ordine. Il processo decisionale è spesso iterativo, con la possibilità di tornare a fasi precedenti in base alle nuove informazioni o alle circostanze che emergono.

Conclusioni

Il processo di decision making, così come quello di problem solving, spesso viene trascurato o preso sottogamba in quanto attività che l’essere umano segue in modo istintivo.

Psicologicamente, le persone coniugano “frequente” con “naturale” e “innato” e queste ultime caratteristiche, a loro volta, le collegano a qualcosa che non richiede studio o preparazione.
Tuttavia, se è vero che tutti noi ci troviamo regolarmente a risolvere problemi e ad effettuare scelte, non è detto che lo facciamo adeguatamente. Selezionare opzioni in modo meccanico, inconsapevole o senza alcuna strategia può forse andare bene in quei casi di azioni ormai automatizzate o di decisioni piccole e di poco conto.
Ma più cresce l’importanza di ciò che dobbiamo definire e più potrà avere conseguenze di peso e di lungo termine, tanto più sarebbe importante ragionare sul processo. E definire modalità e criteri che ci aiutino ad operare scelte migliori.
Le conseguenze, altrimenti, potrebbero incidere pesantemente sul nostro futuro.

Nell’ambito dell’innovazione, poi, ci troviamo fondamentalmente a prendere decisioni in condizioni di grande incertezza, perché stiamo esplorando campi o processi nuovi. In questo caso, quindi, ancora di più diventa importante seguire gli step precedenti in modo preciso e scientifico, effettuando una ricerca su fonti serie e affidabili, valutando bene i dati, gestendo al meglio i fattori emotivi che possono alterare il giudizio ma, naturalmente, affinando anche il nostro intuito che ci viene in soccorso proprio nei momenti in cui le informazioni sono scarse (come capita spesso quando si opera in ambiti nuovi). Qui vedi come e quando usarlo nell’innovazione.

Insomma, la capacità di decision making è sicuramente una qualità che una mente innovativa deve imparare ad affinare al meglio.

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