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Intelligenza emotiva: le abilità sociali per creare legami

Aspetti psicologici | 0 commenti

Intelligenza emotiva_le abilità sociali per creare legami

Nell’articolo precedente sulle abilità sociali dell’intelligenza emotiva, abbiamo esplorato le competenze legate principalmente a persuasione e comunicazione. Ora ci addentriamo maggiormente nelle qualità legate ai legami all’interno dei gruppi.

Figura liberamente tratta dalla suddivisione descritta nel libro “Lavorare con intelligenza emotiva” di Daniel Goleman

Come si vede dalla nostra figura, le competenze degli individui migliori, basate sui talenti umani fondamentali per il coordinamento sociale, sono di quattro tipi:

  • Gestione del conflitto
  • Creazione di legami
  • Collaborazione e cooperazione
  • Capacità di gruppo

Gestione del conflitto

Caratteristiche: la persona sa gestire situazioni cariche di tensione con tatto e diplomazia. Rileva i motivi del disaccordo e contribuisce a smorzarne i toni, incoraggiando il dibattito e il confronto. Trova soluzioni vantaggiose per entrambe le parti.

Una capacità di un abile risolutore di conflitti è il saper individuare il problema prima che scoppi, così da prendere le misure utili a tranquillizzare le persone coinvolte. Anche qui, ascolto attivo ed empatia sono essenziali. È una qualità fondamentale per chi lavora in contesti in cui si è spesso sotto pressione e le persone sono interdipendenti.

In una trattativa , risulta necessaria, poiché vi è sempre una valenza emotiva. Il gioco di equilibri si fonda, da parte del negoziatore, sul comprendere quali punti contino di più per la controparte, facendo gentili concessioni su quelli e ottenendone in quegli aspetti che non abbiano lo stesso peso emotivo.

Queste sono capacità più importanti in alcuni campi, ma in generale chiunque lavori in un’organizzazione ne ha bisogno.

Le soluzioni di un negoziato

Un negoziato (e non un conflitto aperto) è un esercizio cooperativo, non solo competitivo. È il tentativo di trovare una soluzione win-win. È il processo stesso che, se vincente, porta alla collaborazione, perché risolvere insieme i propri problemi trasforma la relazione.

L’esito di un negoziato, infatti, può essere di tre tipi: una soluzione conveniente per entrambe le parti; il compromesso, dove ciascuno cede più o meno nella stessa misura; l’aggressione, in cui una delle due parti costringe l’altra a concessioni unilaterali.

Quest’ultimo genere non porta a nulla di buono per la continuazione della relazione; chi si sente schiacciato, finirà per allontanarsi dal rapporto di lavoro appena possibile (che si tratti di datore-dipendente o fornitore-committente). Quando, invece, l’aggressività viene evitata a favore di strategie come la risoluzione di problemi o il compromesso, la longevità e la soddisfazione del rapporto aumentano.

Come gestire il conflitto

Come si deve fare per smorzare un conflitto?

  1. Calmarsi, sintonizzarsi sui propri sentimenti ed esprimerli
  2. Mostrarsi disponibili a risolvere la situazione parlando del problema, invece che aggredendo
  3. Esporre il proprio punto di vista con un linguaggio neutrale e non polemico
  4. Collaborare nel trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti

Sono strategie semplici, ma non facili da attuare perché richiedono diverse competenze emozionali come l’autoconsapevolezza, la fiducia in se stessi, l’autocontrollo e l’empatia.

Costruire legami

Caratteristiche: la persona coltiva reti informali e ricerca relazioni mutuamente vantaggiose. Stringe rapporti e realizza amicizie personali anche con colleghi di lavoro.

Questo talento nell’istituire connessioni è presente negli individui che eccellono in quasi ogni tipo di attività. La costruzione e il mantenimento di reti informali è essenziale ai fini del successo. Ciò che consolida un rapporto è principalmente la vicinanza psicologica.

Non si tratta solo di avere molto legami, ma connessioni scelte accuratamente. Solitamente, chi eccelle in qualcosa ha nelle proprie reti individui con un expertise o un campo di eccellenza particolari. In questo modo, ciascun nodo della rete rappresenta un’occasione continua di conoscenza o esperienza alla quale è possibile accedere sempre e rapidamente. Questo crea un vantaggio enorme; per trovare le risposte di cui la persona ha bisogno, può riferirsi a fonti di informazione specifiche e competenti in modo veloce, risparmiando una notevole quantità di tempo ed energia.

Considerata la rapidità dei processi odierni, dove è più frequente occuparsi di più progetti brevi che di un unico lungo e duraturo, la possibilità di raggiungere in fretta le informazioni necessarie è un vantaggio indiscutibile.

Trovare il giusto equilibrio

Inutile dire che chi è timido e introverso o ha scarse capacità sociali si troverà molto svantaggiato da questo punto di vista. Allo stesso modo, un’attenzione eccessiva al proprio tempo e ai propri impegni di lavoro, che porta a rifiutare le richieste d’aiuto e di collaborazione, non saranno di grande aiuto, in quanto generano risentimento e isolamento, nel tempo. Chiaramente, anche il suo opposto, l’incapacità di dire di no ad ogni richiesta porta a sovraccaricarsi senza costrutto.

Gli individui con risultati straordinari, invece, sanno trovare un buon equilibrio fra le priorità del loro lavoro e alcuni favori scelti con attenzione verso persone che possono rappresentare risorse essenziali in un futuro.

Detto così, può sembrare un interesse del tutto utilitaristico; in realtà, queste relazioni devono essere sincere perché sortiscano un effetto e creino quel piacere di dare e ricevere che può portare frutti. Semplicemente, sono persone molto attente e intuitive nel creare le giuste relazioni, quelle in cui ci può essere uno scambio profittevole senza impelagarsi in relazioni molto richiedenti di nessuna utilità. Questi legami, infatti, sono basati sull’empatia e si formano spontaneamente nel corso dei rapporti di lavoro.

Collaborazione e cooperazione

Caratteristiche: la persona sa mantenere un equilibrio fra concentrazione sul compito e attenzione alle relazioni; collabora e condivide progetti, informazioni e risorse. Promuove un clima amichevole in cui alimentare le opportunità di collaborazione.

La capacità di lavorare insieme divertendosi è una risorsa che permette sia di avere successo nei momenti positivi sia di superare più facilmente quelli difficili. Gruppi che, invece, non condividono questo clima emotivo, sotto pressione hanno una maggiore probabilità di disintegrarsi e fallire nel compito.

Le competenze emotive sono essenziali per il buon funzionamento di unità e reparti sottoposti a pressioni straordinarie, poiché aiutano nel sostenere il morale e mantenere l’efficienza.
Nelle relazioni di lavoro siamo essenzialmente interconnessi. È quindi evidente che se i legami sono funzionali e positivi, tutti se la cavano meglio.  Laddove le relazioni siano, invece, tese, aggressive e svalutanti, l’ambiente di lavoro sarà un incubo e le prestazioni ne risentiranno pesantemente.

Un elemento negativo ulteriore di queste relazioni è che impediscono alle persone di affrontare, o addirittura di riconoscere, i problemi e i conflitti, poiché ci si giustifica sempre dando la colpa all’altro.

Capacità di lavoro in team

Caratteristiche: la persona con questa competenza ha un atteggiamento di rispetto, costruttività e collaborazione. Sa coinvolgere gli altri in una partecipazione attiva ed entusiasta e costruisce identità di squadra. Mette al primo posto il gruppo e condivide i propri meriti con gli altri. Propone stimoli ispiratori.

Le squadre aziendali che sono capaci di lavorare in modo affiatato hanno grandi potenzialità economiche in quanto capaci di prestazioni superiori. Insomma, le competenze soft dell’intelligenza emotiva, ancora una volta, mostrano di essere molto hard in quanto a guadagni realizzati.
Se queste competenze sono presenti ai vertici della gerarchia, poi, i risultati economici sono ancora più rilevanti.

La passione per il lavoro di squadra

In un gruppo che funziona bene c’è l’entusiasmo per ciò che si sta realizzando insieme e i suoi membri hanno una passione per il lavoro in team. Non manca lo spirito competitivo, anzi, solo che è condiviso e rivolto all’esterno, mentre nella propria squadra si creano forti legami sociali e si acquisisce fiducia nelle proprie abilità.
Questo permette di creare gruppi veloci, concentrati, con un tono emotivo amichevole e divertente.
In queste situazioni, c’è la capacità di assegnare ai membri del gruppo i ruoli più adatti ai loro talenti. Il senso di appartenenza e il piacere di lavorare insieme li rende più capaci di gestire i conflitti e di sostenersi a vicenda. L’obiettivo non è il tornaconto personale, ma quello del team.

Squadre di lavoro simili sono sempre più essenziali nelle organizzazioni che operano nel campo dell’alta tecnologia e in settori innovativi, dove la rapidità di sviluppo dei prodotti è fondamentale.

In questo ambito, le richieste aziendali sono cambiate nel tempo. Dagli anni Novanta in poi, ciò che prima veniva poco considerato, è diventata invece una competenza manageriale sempre più richiesta. In un mondo in cui tutto gira veloce e il lavoro ruota sempre più spesso intorno a gruppi creati ad hoc, per progetti specifici, con squadre che nascono e si sciolgono rapidamente, a seconda delle esigenze, la capacità di sapere fare squadra e avere una propensione al lavoro di gruppo diventa un vantaggio competitivo importante. Tanto più che oggi come oggi i compiti da affrontare diventano sempre più complessi e nessun individuo ha tutte le capacità necessarie per portarli a termine da solo.

Le caratteristiche dei team vincenti

I team più capaci da questo punto di vista si distinguono per le seguenti capacità:

  • Empatia, capacità di comprensione interpersonale
  • Collaborazione e capacità di unificare gli sforzi
  • Comunicazione aperta, capacità di stabilire aspettative chiare e di affrontare costruttivamente i membri con uno scarso rendimento
  • Spinta a migliorare: il team sa prestare attenzione al feedback sulla propria prestazione e cerca di fare meglio
  • Autoconsapevolezza, cioè valutazione delle proprie forze e proprie debolezze come gruppo
  • Iniziativa e un atteggiamento previdente nella risoluzione di problemi
  • Fiducia in se stessi come team
  • Flessibilità nell’affrontare i compiti collettivi
  • Consapevolezza dell’organizzazione, quindi anche delle esigenze di altri gruppi-chiave della compagnia, così come della messa a disposizione delle proprie risorse quando necessario.
  • Costruzione di legami con altri team

Un confronto franco e rispettoso

Anche in questo caso le ricerche mostrano che, per quanto QI ed expertise elevati dei membri siano utili, da soli non bastano. In un team, le persone devono anche sapere realizzare una buona interazione che sostenga un dibattito rigoroso, aperto ed un buon esame critico delle idee altrui.

Non si tratta, però, di buonismo. Non si richiede l’assenza di confronto per timore del conflitto; questo porterebbe a decisioni di scarsa qualità. Quello che serve è un’apertura franca, sapendo che vi è sempre rispetto e stima reciproca, in modo da potersi esprimere liberamente per arrivare ad ottenere il meglio, senza paura dei feedback, anche negativi, purché sempre costruttivi. Insomma, in due parole: intelligenza emotiva.

Il contrario avviene quando il disaccordo viene espresso come attacco personale e si carica di una valenza emotiva, invece che rimanere centrato sul merito tecnico della questione. Si deve sempre criticare, con rispetto, l’idea, non la persona che la porta. Sapendo che si sta cercando insieme una soluzione migliore per il bene di tutto il gruppo.

Per arrivare a questo sono necessarie competenze emotive come la consapevolezza di sé, l’empatia e la comunicazione aperta.

I “collanti”

I gruppi che riescono ad ottenere questo e si mostrano altamente funzionali, hanno solitamente al proprio interno almeno un membro dotato della capacità di tenere insieme il team e fare da “collanti”.

Tanto maggiore, poi, è la complessità del compito da affrontare, tanto più essenziali sono, per il suo successo, questi individui. Poiché nessuno può sapere tutto, chi aiuta nel creare legami e interconnessioni, stimola le soluzioni.

Il leader carismatico di una squadra simile è, solitamente, colui che tiene unito il gruppo. I suoi compiti sono quelli di assicurarsi che le azioni appaiano giuste a tutti i membri del team, prendersi cura dei membri del gruppo difendendoli nell’organizzazione quando la loro reputazione viene attaccata, procurare loro il supporto di cui hanno bisogno. Sa coinvolgere chiunque trasmettendo una prospettiva comune in termini di missione, obiettivi e impegni. Ciò dà molta forza al gruppo.
Infine, aspetto essenziale, fornisce coordinazione e organizza in modo strutturato gli sforzi collettivi per una risoluzione efficiente dei problemi. Quando manca questa capacità, l’efficacia diminuisce. La vera abilità di un team leader non è tanto di guidare anticipando le soluzioni, quanto quella di creare consenso, facendo emergere le decisioni grazie alla discussione dell’intero gruppo per non sprecare le risorse creative dello stesso.

Quando funge da facilitatore senza imporre la propria idea, le soluzioni emerse sono generalmente più brillanti.

Squadre variabili e flessibili

Sempre più spesso le aziende innovative si dirigono verso la creazione di team costruiti ad hoc finalizzati a un progetto, al miglioramento di processi, sviluppo di prodotti, problem solving. Le persone che ne fanno parte provengono, quindi, da settori diversi dell’impresa e si organizzano attorno ad un compito comune.

Si tratta, quindi, di team cross-funzionali che si ritrovano all’incrocio fra la propria unità-base interna all’azienda e il team trasversale su un tema condiviso.

Squadre simili hanno un impatto più profondo rispetto a gruppi suddivisi in compartimenti stagni isolati. Tuttavia, perché questo succeda, è importante che i membri non restino eccessivamente fedeli alla propria unità d’origine; questo potrebbe intralciare il progresso. Per evitarlo, sono necessarie alcune condizioni:

  • il team riceve risorse e potere, ma i suoi membri devono essere ricompensati in base alla prestazione del gruppo.
  • il livello collettivo di intelligenza emotiva deve essere innalzato. Ad esempio, delegando qualcuno come «leader di processo» che si accerti che il lavoro del gruppo sia collaborativo, denoti rispetto reciproco, apertura a diverse prospettive, ascolto, empatia.

La ricompensa interna del lavoro

Tuttavia, affinché gli individui percepiscano il lavoro come qualcosa di importante, fonte di entusiasmo e di stimolo, in cui superare se stessi ed entrare in uno stato di flusso, è importante che sentano di avere obiettivi con un significato profondo, non semplicemente materialistici, qualcosa di straordinario ed elevato.

Questo, fra l’altro, permette di avere il massimo della concentrazione e focalizzazione sul compito. Il lavoro non si svolge più solo per ricompense estrinseche come il denaro, le promozioni o il prestigio, quanto piuttosto per la gratificazione interiore derivante dal lavoro stesso.

Inoltre, i team che riescono a raggiungere traguardi eccezionali, sono composti da persone che, realmente, provano interesse ed affetto e si preoccupano gli uni degli altri.

Ovviamente, da un punto di vista tecnico, i team compositi con diverse capacità, sono più flessibili e hanno più probabilità di soddisfare le mutevoli esigenze che si troveranno ad affrontare. Ma questo vale anche per le competenze emotive; più ampie sono (compreso l’individuo che faccia da “collante”), più il gruppo prospera.

Tutto sull’intelligenza emotiva

Bene, con questo articolo sono arrivata al termine della lunga sequenza di scritti dedicati a questo tema, dove abbiamo esplorato insieme tutte le competenze essenziali per avere successo sul lavoro.

Come sempre, la teoria è utile, ma esercitarle seriamente rimane l’azione migliore per potere ottenere risultati. Sempre ricordandosi che l’attenzione per le persone, i buoni rapporti, le capacità comunicative ed empatiche nascono dal sincero interesse. La finzione non ripaga; le competenze emotive ce le hanno anche gli altri. Se si cerca di fregarli, i loro radar intercettano il pericolo e prima o poi fuggono.

Quindi: buon allenamento! 🙂

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